Conoscere l'enocultura

I vini del Lazio

Quali tipologie di vino si trovano tra i castelli romani e nella regione del Lazio in generale.

La cultura vinicola nel Lazio risale, stando agli studi svolti, al tempo degli Etruschi sopratutto nel circondario del Viterbese, dove si era soliti consumare una bevanda a base di uva. L’impero romano acquisì le pratiche per la produzione e fece diventare la bevanda come sinonimo di festa e allegria, tanto che data le peculiarità della bevanda molto gioviale nella beva, continuò ad essere usata nelle feste anche dopo l’impero perchè si capì che donava quel senso di appagatezza. Terminato l’impero Romano, la tradizione enologica fu raccolta dal monachesimo e coltivata poi da vari papi del Rinascimento (come mostra la ricca varietà dei vini presi in esame da Sante Lancerio, bottigliere di Papa Paolo III Farnese, nello scritto del 1559 Della qualità dei vini).
Nei secoli a venire XVIII e XIX la cultura del vino nello Stato della Chiesa terminò, fino all’arrivo dei Piemontesi. Si narra che alla fine dell’Ottocento, i vini più in voga definiti “Laziali” erano il Castelli Romani, il Frascati, il Marino, e l’Est! Est!! Est!!! (di cui racconteremo la storia del nome la prossima volta), tutti ottenuti da Vitigni autoctoni della regione Lazio.

Una della forza del territorio, che ha dato anche il là all’espansione della cultura dei vini del Lazio è senza dubbio la diffusa pratica di auto produzione vinicola a carattere familiare, anche in aree più remote, per l’autoconsumo. Con l’avvento della modernizzazione le cantine sociali si sono evolute, chi ha puntato di più sui vigneti, chi sulla qualità del vino, chi invece più su vini da tavola quotidiani, chi più chi meno si sono dotate di impianti di vinificazione di dimensioni industriali e semi industriali. Per portare l’innovazione ad oggi ancora in atto, sono stati fatti molti passaggi e le tante cantine del panorama laziale si sono evolute con grandi balzi in avanti, ad esempio i sistemi di allevamento come il Tendone, una volta non utilizzato,  che aumenta la capacità produttiva dell’impianto oggi p molto diffuso tra i vigneti Laziali.

Con cosa accostare i vini Laziali a tavola.

La cucina Laziale, ricca di piatti contadini fatti di verdure e interiore degli animali, è perfetta da abbinare ai vini del territorio. Piatti di pietanze di verdure non troppo elaborate sposano benissimo un EST!!! EST!!! EST!!! oppure un piatto di animelle o fegatini si lega molto bene con un Cesanese rosso del lazio

I piatti della tradizione come i Bucatini cacio e pepe, alla Carbonara o i Saltimbocca alla romana si abbinano egregiamente con il Frascati, i secondi di carne come Pajata o Coda alla vaccinara sono perfetti accompagnati con il Nero Buono di Cori.

Non solo durante il pasto ma la tradizione dei vini dei Castelli Romani e dei vini del Lazio in generale è conosciuta anche per i distillati per il fine pasto: consigliamo il famoso Cannellino di Frascati accompagnato ad classici Tozzetti alle mandorle.

Le zone di produzione dei vini del Lazio e qualche uvaggio.

Le cantine del territorio Laziale sono molte come detto in precedenza, vediamo più da vicino qualche vallata o territorio tra i più famosi e distintivi.

I Vini di Velletri e dei Colli Lanuvini per esempio, alle porte della Capitale si ergono su promotori rocciosi talvolta tufacei che esaltano le qualità minerali del vigneti che sorgono sopra di essi. Anche il Trebbiano Toscano dei Colli  Etruschi Viterbesi è un vino che possiamo definire di spessore in quanto racchiude tutto il suo territorio nel bicchiere, i venti che soffiano da nord, la brezza marina del vicino Mediterrano e il sole caldo portano giusta maturità all’acino.

Un’area molto vocata è senza dubbio la zona di Cori, famosa per il suo Bellone autoctono e per il Pollucè della cantina Cincinnato, attiva sul territorio dal 1947, è una delle cantine più anziane del territorio, ma la più nota e storica è la Cantina del Principe Pallavicini, attiva dal 1670, ha alle spalle oltre 350 anni si storia. Tra le cantine più famose troviamo anche Marco Carpineti, conosciuto e molto apprezzato per il suo Capolemole.

Dopo questa presentazione dei vini del Lazio non ci resta che augurarvi…

Buona Stappata!

 

 

Capolemole Bellone bianco del Lazio IGT 2019 biologico – Marco Carpineti

9,50

Il Capolemole di Marco Carpineti è un vino biologico ottenuto da uve Bellone, un vitigno autoctono del territorio di Cori, nel Lazio, viene vinificato in acciaio. Ha un profilo aromatico immediato e piacevole, con sentori di frutta fresca, agrumi e fiori bianchi. Al palato è fresco e piacevole, dal finale salino e minerale.

Frascati ‘Poggio Verde’ DOCG 2019 – Principe Pallavicini

9,90

Giallo paglierino brillante con riflessi oro-verde. Bouquet di grande ampiezza e intensità con spiccate note floreali e di frutta esotica. Gusto pieno, caldo, morbido e di lunga persistenza.

Grechetto ‘Latour a Civitella’ biologico 2017 – Sergio Mottura

21,90
Il Grechetto “Latour a Civitella” è un vino bianco corposo che esprime un perfetto bouquet di aromi che vanno da

Pollucè nero buono IGT 2018 – Cincinnato

6,30

Ottenuto dalla vinificazione in purezza del Nero Buono, antico vitigno di millenaria tradizione, recuperato e rilanciato mediante ricerche e sperimentazioni che ne hanno documentato le peculiari caratteristiche qualitative, il Polluce è un vino dalla forte personalità e colore intenso.

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