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Le etichette ci raccontano davvero il vino?

Cosa ci spinge a scegliere un vino al posto di un altro?

Davanti a due bottiglie di vino cosa ci attrae maggiormente?

 

E’ davvero l’etichetta a fare la differenza?

 

Le etichette sono sicuramente il biglietto da visita della bottiglia, hanno ovviamente lo scopo di dare informazioni su cosa aspettarci da quel prodotto ma negli ultimi anni c’è un’attenzione sempre maggiore allo stile adottato in relazione al pubblico da conquistare.

Teniamo inoltre conto del fatto che negli anni ci ricordiamo di quel vino grazie all’etichetta e lo potremmo riconoscere tra tanti, pensiamo ai classici supertuscan, solo per fare un esempio. 

 

Spesso però tendiamo a dimenticare che dietro quella etichetta c’è la storia della cantina, dei suoi cambiamenti, delle scelte coraggiose fatte, del percorso intrapreso…

 

E proprio pensando all’evoluzione che c’è dietro un vino, alle scelte fatte in vigna e in cantina mi trovo a pensare al Cesanese di Federici ed alla divertente scimmia in etichetta.

Incuriosita sono andata a leggerne la storia e quel disegno rappresenta proprio il cambiamento che ha portato i produttori ad affiancare a vitigni locali e storici i più internazionali merlot e Cabernet. Il risultato potremmo dire che è un Cesanese 2.0

 

Sempre in tema di rinnovamento e cambiamento, come non inserire il Pecorino “La canaglia” di Fontefico, ogni anno differente ma sempre in tema con il nome!

“Canaglia”, curioso appellativo per un vino ma che racchiude in sé tutto il carattere del vitigno che trova nel golfo di Vasto il suo habitat perfetto.

Fontefico è un’azienda biologica e coltiva esclusivamente vitigni autoctoni. 

 

Chiudiamo con il Lambrusco di Sorbara di Zucchi, linea “Rito”, che si differenzia dalla storica etichetta del brand perchè potremmo dire che segni il passaggio alla nuova generazione con l’entrata in azienda della figlia Silvia.

Proprio Silvia Zucchi un un’intervista del 2020 raccontava “ Il nome RITO rappresenta ciò che per noi piccoli artigiani sono tutte le fasi necessarie per produrre un vino, dalla potatura alla fermentazione, dall’imbottigliamento fino alla vendita, che si concludono con il RITO della degustazione di una nostra bottiglia”

 

Potremmo quindi concludere che sicuramente non scegliamo un vino per l’etichetta ma può essere uno spunto per ricordarci quanto in quell’immagine ci sia della cantina che stiamo conoscendo e magari, se quel vino ci è piaciuto, approfondire ed organizzare una bella gita in cantina!

 

Non mi resta che augurarvi buona stappata… ed al prossimo articolo!

 

Cesanese del piglio ‘Sapiens’ DOCG 2019 – Federici

10,90
Il Cesanese del Piglio docg Sapiens di Federici si presenta nel calice di un colore rosso rubino intenso con riflessi

Pecorino d’Abruzzo superiore ‘La Canaglia’ DOC 2019 biologico – Fontefico

14,90

L’apprezzerai soprattutto per la mineralità e
la sapidità, la sensazione di menta e di agrumi.
Il Pecorino Superiore “la canaglia”, è un bianco corposo con elevata mineralità e freschezza. Il profumo ricorda la salvia, la menta e i fiori bianchi. Il sapore agrumato rivela un gusto di pompelmo rosa, mentre sul finale vira sulla mandorla amara. E’ un vino fresco, che non ti stancheresti mai di bere.

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