Era il 1862, quando Gaspare Campari, liquorista di professione, apre una bottega a Milano nel posto che diverrà la Galleria Vittorio Emanuele. Dopo vari esperimenti, confeziona un liquore aperitivo di colore rosso dal gusto dolce-amaro e media gradazione alcolica. Il suo nome sarà “Bitter all’uso di Hollanda”.

Il prodotto riscuote un notevole successo, tanto che dopo un po’ viene chiamato “Bitter del signor Campari”, fino a definirlo semplicemente “Bitter Campari”. Alla morte del fondatore, l’attività viene continuata dal figlio Davide (inventore tra l’altro del Cordial Campari) che impianta il primo stabilimento.

Ai giorni nostri la Davide Campari è una grande holding che vende il prodotto in 170 paesi e lo produce direttamente in diciotto. Il liquore nasce da una macerazione di erbe, piante e frutta in una soluzione idroalcolica. Per prima cosa le erbe sono messe in infusione in acqua a 100°, poi si aggiunge alcol puro e si lascia macerare. Dopo la separazione delle erbe e filtratura si ottiene una sorta di infusione aromatica la cui gradazione è intorno ai 68°, che viene addizionata di sciroppo di zucchero, acqua distillata, alcol e il colorante rosso naturale. Il tutto si chiarifica con albumina.

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