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Vendemmia eroica per l’Asprinio di Aversa

Il Vino bianco campano dal profumo di limone

Cenni storici e curiosità

Da Alessandro Dumas a Gadda, Veronelli, Soldati e anche George Clooney, tutti pazzi per quel vino bianco, secco, dal leggero profumo di limone, prodotto nell’Agro Aversano da tempo immemorabile. La storia racconta che in epoca normanna il cantiniere di corte di Roberto d’Angiò aveva individuato nella zona di Aversa il suolo adatto per impiantare le viti da utilizzare nella produzione di spumante.

Secondo alcuni studiosi, confermati anche da recenti studi del professor Attilio Scienza, l’Asprinio è il Greco di Tufo con lo stesso dna e deriva dalla domesticazione delle viti selvatiche nell’enclave etrusca, altre scuole di pensiero lo legano al Pinot importato durante la dominazione francese.

Gli “spider man” delle vigne campane

La vendemmia dell’Asprinio, una delle più caratteristiche che la nostra penisola possa vantare.

Ci troviamo nella provincia di Caserta e di Napoli, e quella che vedete è l’ “Alberata Aversana”, chiamata così proprio perché tipica della zona di Aversa.

In cosa consiste?

L’Alberata Aversana è un metodo di coltivazione della vite veramente incredibile, con il quale si indica il sistema di vite maritata ad alberi solitamente di pioppo, con la vite a piede franco “aggrappata” ad un singolo albero tutore.

L’albero di sostegno viene fatto crescere fino ad un’altezza di 15/20 metri e per ogni albero tutore si possono trovare anche 4 viti che spingono i tralci a diversi metri dal suolo, ramificandosi in vario modo. È questa l’unica uva che, grazie all’altezza, non ha bisogno di trattamenti, ed il nutrimento lo riceve dal suo tutore.

Gli uomini che vedete “appesi” a quelle strette e lunghe scale sono i vignaioli che raccolgono l’uva, chiamati “uomini ragno”, intenti a lavorare sui tralci della vite.

Un modo di coltivare l’uva e di vendemmiare che deve essere preservato, fa parte del nostro patrimonio.

 

Oggi questa forma di coltura, considerata bene ambientale e culturale del territorio, viene sostituita con impianti a controspalliera non superiore a 2 metri, meno costosi e più facili da gestire soprattutto nelle operazioni di vendemmia, quando occorrono scale molto lunghe e doti da equilibrista. Viene  ancora conservato nelle tipiche grotte di tufo profonde oltre 15 metri dove la temperatura rimane costante, estate ed inverno. 

Quando le uve provengono da vigneti allevati ad alberata, in etichetta viene indicata la forma di allevamento. La rinascita del vitigno lo si deve soprattutto all’azienda Grotta del sole, nata negli anni Novanta proprio per avviare il recupero di alcune aree vitivinicole di grande qualità che erano state dimenticate.

L’Asprinio di Aversa è un vino bianco da pasto prodotto anche nella tipologia Spumante.
E’ un vino tipico della regione Campania, prodotto in provincia di Caserta, Napoli. L’Asprinio di Aversa è ottenuto al 85% da uve del vitigno Asprinio con l’aggiunta di quelle di altri vitigni a bacca bianca non aromatici per un massimo del 15%

Abbinamenti di cibo al vino Aversa – Asprinio Doc

Il vino Aversa – Asprinio Doc e’ un vino bianco che si abbina bene con Secondi di pesce ed in particolare Fritti misti di pesce.
L’Aversa si serve in calici di media capacità a tulipano svasato alla temperatura di 8-10°C, entro due anni dalla vendemmia. Si abbina perfettamente con i piatti fritti della cucina campana (alici fritte, piccole anguille fritte, rane fritte), mozzarella di bufala in carrozza, primi piatti al sugo di pesce senza pomodoro. La tipologia Spumante, va assaggiata in calici flûte alla temperatura di 6-8°C, sempre con portate a base di pesce, zuppe alla marinara, ostriche, crostacei e pizza.

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